Le Direttive 2001/97/CE e 2005/60/CE (II e III direttiva antiriciclaggio) hanno esteso ai professionisti gli obblighi in materia di antiriciclaggio già operanti per le banche e gli altri intermediari finanziari.
La vigente normativa antiriciclaggio (D.lgs. n. 231 del 21 novembre 2007 attuativo della direttiva 2005/60/CE) dispone a carico dei:
una serie di obblighi diretti a prevenire l’effettuazione di operazioni di riciclaggio di attività finanziarie o di finanziamento del terrorismo.
In particolare i professionisti devono adempiere all’obbligo di adeguata verifica della clientela (da espletarsi sulla base di un criterio di valutazione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo - c.d. approccio basato sul rischio), all’obbligo di registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni acquisiti ai fini antiriciclaggio nonché di segnalazione delle operazioni sospette.
I professionisti sono tenuti, inoltre, all’adeguata formazione del personale addetto all’espletamento degli adempimenti derivanti da tali obblighi.
La normativa attribuisce un ruolo attivo anche agli Ordini professionali, chiamati a svolgere compiti di vigilanza e di collaborazione attiva con le Autorità competenti (Ministero dell’Economia e delle finanze, U.I.F.-Unità di Informazione Finanziaria, Banca d’Italia).