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3C: Casa, Catasto, Contribuente

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Roma 27/05/2009

Si è svolto oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio - Palazzo San Macuto, un articolato convegno dedicato ai vari aspetti connessi alla materia catastale dal titolo: “3C: Casa, Catasto, Contribuente”. L’obiettivo di questa giornata di approfondimenti era quello, centrato in pieno, di analizzare alcune significative problematiche sulle rendite catastali, tenuto conto che si tratta di una materia dal forte impatto economico, fiscale e sociale.

Dopo l’introduzione dei promotori dell’iniziativa, l’onorevole Maurizio Leo, presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, Gabriella Alemanno, Direttore dell’Agenzia del Territorio, e Gerardo Longobardi, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, sono intervenuti: il Segretario generale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, Alberto Comelli, associato di Diritto Tributario e il Garante del Contribuente della Regione Lazio, Francesco D’Ayala Valva. Secondo il Presidente Leo dagli interventi svolti dai relatori nel convegno emerge lo sforzo che l’Agenzia del Territorio sta conducendo nel contrasto all’evasione fiscale nel settore immobiliare. In particolare, l’Agenzia del Territorio sta fornendo un importante supporto per una più efficace gestione informatica delle banche dati catastali, che, integrate con un puntuale inquadramento giuridico e processuale quale quello emerso oggi dal convegno, potrà costituire un’efficace svolta per combattere questo preoccupante fenomeno.
«Iniziative di questo tipo sono molto importanti», ha spiegato la dottoressa Gabriella Alemanno, direttore dell’Agenzia del Territorio, «perché si inseriscono in un percorso riferito a una problematica molto attuale che riguarda il “bene casa”. Lo strumento della rendita catastale investe questioni non solo tributarie, ma anche civili e amministrative. Due sono i temi principali che, specie per le giurisprudenze non sempre concordi e per la dottrina, impattano sostanzialmente con le attività dei nostri Uffici: 1) il momento processuale della esecutività delle sentenze tributarie attinenti l’aggiornamento delle rendite catastali; 2) l’applicabilità alle controversie tributarie di natura catastale dell’istituto della conciliazione giudiziale».
«La materia catastale», ha avvertito il presidente dei commercialisti romani Gerardo Longobardi, «è di certo una delle più complesse del diritto tributario in quanto postula accanto ad una accurata conoscenza del diritto e del processo, una rilevante serie di nozioni extralegali, commerciali, di estimo ed economiche generali rispetto alle quali l’interprete – vuoi il professionista che il giudice tributario – prova spesso un certo disagio. Non è un caso che raramente la controversia catastale è trattata con la complessità che le sarebbe dovuta. Penso tra tutte alla questione delle impugnazioni della rendita catastale, della qualificazione e del classamento catastale».
In questo ambito i commercialisti giudicano centrale il dialogo con l’Agenzia del Territorio.
Il presidente Longobardi ha ricordato che «la centralità della rendita catastale è stata più volte affermata dalla Cassazione secondo il principio in base al quale “L’atto attributivo della rendita catastale è atto autonomamente impugnabile nei confronti dell’Agenzia del Territorio; con tale impugnazione possono essere fatte valere le questioni relative alla rendita, per cui è precluso il loro apprezzamento nei giudizi successivi”».